Pompei. Sono giornate di intenso lavoro atletico per l’undici rossoblù guidato da Franco Fabiano. La sconfitta di Cicciano e il pareggio interno con il San Vitaliano, entrambi i risultati maturati in extremis e dopo essere passati in vantaggio, evidenziano un allarmante calo fisico della squadra nei secondi 45’ di gioco. Un dato sul quale riflettere in via prioritaria se consideriamo la buona qualità di manovra offerta dal Pompei nelle ultime uscite stagionali. Dello stesso avviso, o quasi, il tecnico mariano che sviluppa la sua analisi partendo dai problemi di carattere psicologico. "Mi piace analizzare gli aspetti negativi; quelli positivi non hanno bisogno di commenti. Ciò che noto in questi ragazzi – spiega il mr - è la difficoltà nel rimanere vivi e convinti dei propri mezzi per tutto l’arco della gara. In tali categorie ciò che conta è il ritmo. Noi abbiamo qualche carenza a centrocampo non avendo a disposizione un regista di ruolo abituato a dettare i tempi. Siamo però capaci di fare di necessità virtù e quando mettiamo palla a terra, alternando fraseggi corti a disimpegni larghi, riusciamo a costruire eccellenti trame e numerose palle gol. Se riuscissimo a mantenere questa lucidità, non saremmo inferiori a nessuno. Ecco, credo che il Pompei debba avere paura solo di se stesso. Andiamo in sofferenza – continua Fabiano - quando proviamo il lancio lungo: la squadra perde raccordo e si sfilaccia. Le due prestazioni non mi sono dispiaciute e ritengo che la strada intrapresa sia quella giusta. Con la difesa esperta che abbiamo, però, non possiamo e non dobbiamo subire reti come quella contro il San Vitaliano: schierati in linea, nessuno si è preoccupato di pressare l’uomo. La classifica? Non la dobbiamo guardare. Basterà un risultato importante per ingranare quella marcia giusta che ci consentirà di tirarci fuori dalle sabbie mobili".
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